STAGE DI FOTOGRAFIA CON FRANCESCO CITO

Una due giorni a stretto contatto con uno dei più importanti fotografi italiani e tra i più riconosciuti fotoreporter del mondo. Vincitore per due anni consecutivi del World Press (massimo riconoscimento mondiale per la fotografia di reportage).

Il tema del corso sarà quello del reportage e del racconto fotografico. 

COSTO: 250 EURO: 100 EURO ALL'ATTO DELL'ISCRIZIONE E SALDO UNA SETTIMANA PRIMA L'INIZIO DELLO STAGE.

MODALITÀ DI ISCRIZIONE: RICHIESTA TRAMITE MAIL

RILASCIO ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE.

La fotografia vista con gli occhi di Francesco Cito

Eureka aveva esclamato Archimede quando trovò risposta al suo quesito, alla

domanda che si era sempre posto.

Eureka, esclamiamo oggi, quando sul display della nostra macchina

fotografica, compare la foto appena scattata.

Ma è poi vero, o è solo illusione? Quando l'artista Lucio Fontana, nato a

Rosario, Argentina 19 febbraio 1899, è morto a Comabbio, Varese il 7

settembre 1968), cambiò il concetto dell'arte pittorica, eseguendo un taglio

nella tela bianca posta sul cavalletto, dietro quel gesto, c'era un pensiero,

un'idea. Oggi purtroppo la tecnologia digitale, ci permette di realizzare foto

perfette, la fotocamera non sbaglia quasi mai, ma quelle foto hanno purtroppo

una peculiarità non indifferente. A loro manca l'anima. La foto non è più

pensata, in essa non c'è l'idea che l'ha condotta a realizzarla.

Noi abbiamo smesso di pensare, di immaginare ciò che vorremmo raccontare,

ma conosciamo a mena dito tutti i pulsanti, e i menù delle nuove fotocamere. A

volte è come intraprendere il viaggio con Al, il super computer dell'astronave di

"Odissea nello Spazio" di Kubrick, in cui il computer geloso, diventa padrone

della nostra vita. Questo è ciò che è accaduto, e sta accadendo nella

fotografia. Oggi deleghiamo al software della macchina fotografica, quello che

invece dovremmo essere noi a concepire. Quando si guarda alle foto dei grandi

maestri della fotografia del passato, non ci si sofferma a capire, cosa

veramente c'è dietro quella immagine, del perché della sua realizzazione, quale

pensiero voleva trasmettere l'autore e del perché realizzata come la vediamo. I

bravi fotografi, non si guardano attraverso la singola immagine, ma attraverso i

provini dei tanti scatti che essi hanno eseguito per giungere al risultato finale.

A volte, un'immagine può anche essere frutto di un solo scatto, ma anche

quell'istantanea, va immaginata prima, pur non immaginando quel particolare

nudo e crudo.

In tutto c'è preparazione, la foto per caso non è mai esistita, anche laddove

alcune singole immagini hanno fatto la storia della fotografia.

Francesco Cito.

WORKSHOP LONG EXPOSURE

Finalità:

Un corso per scoprire e sfruttare le tecniche della lunga esposizione tramite l’uso dei filtri: alterare la percezione del tempo e avvalersi delle proprietà della luce per interpretare in modo personale e creativo il paesaggio e i suoi elementi.

Numero di partecipanti: 10 circa

Durata del workshop: 2 giorni, suddivisi in fasi teoriche e 2 sessioni on-location

Prerequisiti: conoscenza e dimestichezza dei modi M e Bulb della fotocamera

Attrezzatura richiesta: Fotocamera, treppiede, filtri, Comando scatto remoto

Prezzo: Per Corsisti e Ex Corsisti della scuola 150 euro. Per esterni 190 euro

Programma:

GIORNO 1 Sabato 15 – MATTINA:

• Introduzione al workshop, finalità e modalità di svolgimento

• Fase teorica 1: breve analisi dell’operato dei “nomi noti” della Long Exposure

• Fase teorica 2: uso dei filtri per ottenere l’immagine, pro e contro tecnici e logistici

• Fase teorica 3: workflow step-by-step: concept, planning, scouting, esecuzione, ritocco

• Breve sessione di domande e risposte

GIORNO 1 – POMERIGGIO:

• Preparazione alla prima sessione on-location: briefing e controllo attrezzatura

• Sessione di scatto on-location: set-up modalità di scatto, esecuzione lunghe esposizioni

GIORNO 2 Domenica 16 – MATTINA:

• Breve sessione di domande e risposte sulla prima sessione di scatto

• Preparazione alla seconda sessione on-location: briefing e controllo attrezzatura

• Sessione di scatto on-location: set-up modalità di scatto, esecuzione lunghe esposizioni

GIORNO 2 – POMERIGGIO:

• Sunto dell’esperienza di esecuzione delle lunghe esposizioni

• Selezione degli scatti effettuati

• Sessione di fotoritocco per ottenere l’immagine finale.

• Conclusione e feedback

INCONTRO CON L'AUTORE: DANIELE DERIU 13 MAGGIO 2018

Mi chiamo Daniele Deriu e vivo in Sardegna (Italia), a Cagliari. Non sopporto le etichette, quindi non mi definirò un fotografo “amatoriale”… per essere precisi, non mi definirò un fotografo. Di certo, la fotografia per me non è mai stata una professione, quanto piuttosto un modo di esprimere me stesso per vie traverse.

Sono uno che cerca e osserva, non necessariamente in quest’ordine. Ho sempre fotografato, in un modo o nell’altro, anche senza macchina fotografica. Con gli occhi, con il cuore e con la mente (per dirla con H.C.B.) cercavo di cristallizzare attimi di esistenza richiamandoli poi alla mente con un piccolo atto di nostalgia.

Ho insegnato editoria grafica ed elettronica, le regole di percezione, conosco la tecnica, ma prediligo ancora il cogliere al comporre, anche se spesso è difficile stabilire un confine netto tra le due cose. Ho una “firma cromatica” piuttosto riconoscibile. Faticosamente, perseguo una forma di “pittorialismo” che combina il reale e l’ideale e con cui creo i miei ritratti o le mie figure (sempre femminili). Mi considero un esistenzialista. Qualcuno ha definito “balzana” la mia teoria dello “sguardo percepito”. Nei miei lavori, infatti, non è mai presente lo sguardo del soggetto.

Delle volte vedo qualcosa o qualcuno, punto la macchina e lo scatto è già come dovrebbe essere… altre volte è più complicato e inseguo visioni ed emozioni rincorrendole con l’aiuto di una “memoria emotiva” anche attraverso lunghi e faticosi lavori di post-produzione prima che queste sfumino via.

 

"SCARS OF LIFE" SERIES : Così come la memoria è la “cicatrice” della vita, le cicatrici sono le nostre memorie e raccontano “storie di vita”. Superficialmente considerate dai più come mere deturpazioni del corpo e della bellezza, in questa serie vorrei mostrarle come i simboli di una lotta che vanno portati con orgoglio.

Racconto storie di donne che affrontano quotidianamente ogni sorta di battaglia personale contro patologie, menomazioni, abusi e persino contro loro stesse. Non è mia intenzione mandare messaggi “consolatori”. Non mi sentirete mai dire che queste donne sono belle “nonostante” le cicatrici o i disagi. Esse possiedono anzi una bellezza che travalica certi modelli, con dei “valori aggiunti” – le storie incise sulla loro pelle – che le rendono uniche, qualcosa da ammirare e persino una fonte d’ispirazione.

Ultimamente, quando devo spiegare il concetto di questa serie, racconto della pratica giapponese del “Kintsugi” (letteralmente “riparare con l’oro”). Quando si rompe un vaso a cui tengono i giapponesi anziché gettarlo via lo riparano, e ne mettono in evidenza le crepe con dell’oro. Ogni ceramica riparata presenta così un diverso intreccio di linee dorate unico ed irripetibile.

L’oro qui è la determinazione, la voglia di combattere e di non arrendersi… le cicatrici sono i segni distintivi di un guerriero, qualcosa di cui andare fieri. Come nella pratica giapponese, questo progetto parte dall’idea che dall’imperfezione di una ferita possa nascere una forma ancora “più alta” di bellezza esteriore e interiore.

 

 

WS DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA CON MUSTAFA SABBAGH "L'ARTE E IL SUO DOPPIO" 19-20 MAGGIO 2018

Riconosciuto, da uno storico dell’arte e della fotografia quale Peter Weiermair, come uno dei 100 fotografi più influenti al mondo, ed uno dei 40 ritrattisti di nudo - unico italiano - tra i più rilevanti su scala internazionale, sarà ospite della Bottega della Luce per un Workshop fotografico.

I POSTI DISPONIBILI SONO ATTUALMENTE ESAURITI.

 

Mustafa Sabbagh nasce ad Amman (Giordania).  

Italo-palestinese, allevato tra l’Europa ed il Medio Oriente, l’imprinting è cosmopolita, l’attitudine è nomade.  

Già assistente di Richard Avedon e docente al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra, dopo una brillante carriera come fotografo di moda riconosciuta dai magazines più prestigiosi del mondo, a partire dal 2012 Sabbagh concentra la sua ricerca nell’arte contemporanea per mezzo della fotografia e della video-arte, attraverso una sorta di contro-canone estetico dove il punctum è la pelle - diario dell’unicità individuale. Armonia dell’imperfezione, indagine psicologica e studio antropologico attraverso la costruzione dell’immagine e dell’installazione ambientale sono gli stilemi che Sabbagh trasferisce con disinvoltura dalle pagine patinate, agli spazi dei musei e delle gallerie più famosi del mondo – tra cui il Musée de l’Élysée di Losanna, considerato tempio internazionale della fotografia.

Spesso protagonista di interviste e documentari che indagano nelle sue visioni, nel 2013 Sky Arte HD, attraverso la serie Fotografi, lo ha eletto tra gli 8 artisti più significativi del panorama nazionale contemporaneo. Ad oggi Mustafa Sabbagh è stato riconosciuto, da uno storico dell’arte e della fotografia quale Peter Weiermair, come uno dei 100 fotografi più influenti al mondo, ed uno dei 40 ritrattisti di nudo - unico italiano - tra i più rilevanti su scala internazionale. 

Le sue opere sono presenti in numerose pubblicazioni accreditate internazionalmente (tra cui Faces – the 70 most beautiful photography portraits of all time, a cura di Peter Weiermair), in monografie sold-out (tra cui About Skin, ed. Damiani, acquisita all’interno della biblioteca di libri d’arte della Tate Gallery, Londra), e in molteplici collezioni permanenti, in Italia e all’estero - inclusa la storica Collezione Arte Farnesina, e l’acquisizione di un suo intero progetto nella collezione permanente di arte contemporanea del MAXXI - Museo nazionale delle Arti del XXI secolo (Roma). 

In seguito alla sua prima mostra antologica “XI Comandamento: Non dimenticare”, il Sindaco Leoluca Orlando, “manifestando profonda ammirazione per la sua arte ed il suo sguardo verso lo stesso punto estremo dell’orizzonte”, gli ha conferito la cittadinanza onoraria del Comune di Palermo. Sempre nel 2016, la compagnia teatrale Nèon (CT) si ispira alla sua opera omnia per la realizzazione della pièce “Invasioni – dedicato a Mustafa Sabbagh”, eletto da Panorama come uno dei 10 migliori spettacoli teatrali del 2016.

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